NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo

Come il caffè protegge dal Parkinson

Come il caffè protegge dal ParkinsonUna variante genetica specifica, scoperta dai ricercatori dell'Università di Linköping (LiU), protegge dal morbo di Parkinson soprattutto chi beve molto caffè.


Lo studio è pubblicato sulla rivista scientifica PLoS One.


Fattori ereditari e ambientali interagiscono tra loro nella comparsa di malattie, e la ricerca è spesso focalizzata sull'identificazione dei geni e le esposizioni che aumentano il rischio di contrarre le malattie. Ma ci sono anche varianti genetiche (mutazioni) e fattori ambientali che proteggono dall'insorgere di alcune malattie.

 


Malattie come il morbo di Parkinson, dove i nervi si decompongono, hanno un background complicato in cui sono coinvolti sia fattori genetici che l'esposizione a fattori ambientali.


In uno studio su un milione di malformazioni genetiche, il team di ricerca della LiU ha identificato una variante del gene GRIN2A come fattore protettivo dal Parkinson. La proteina corrispondente fa parte di un complesso che si ritiene abbia un ruolo in diverse malattie nervose degenerative.


Uno studio epidemiologico sui pazienti di Parkinson di Östergötland e di Jönköping ha esaminato la combinazione di un fattore protettivo già conosciuto (la caffeina) e la variante genetica del GRIN2A. I risultati mostrano che gli individui con questa combinazione hanno un rischio significativamente inferiore di sviluppare la malattia.


Lo studio fornisce la spiegazione molecolare degli effetti protettivi che ha la maggiore assunzione di caffeina sullo sviluppo del Parkinson. La caffeina si integra con un recettore della dopamina che regola il flusso di calcio nelle cellule.


Poichè la dopamina è parte del sistema di gratificazione umana, e dell'interazione della caffeina con esso, si è ipotizzato che gli individui con determinate variazioni genetiche non vengono "ricompensati" nella stessa misura da una tazza di caffè, e quindi non potrebbero godere dello stesso effetto protettivo degli altri. Lo studio recentemente pubblicato dimostra che il GRIN2A può far parte di una tale predisposizione genetica.

 

*********
Lo studio è stato finanziato della Fondazione per la ricerca di Parkinson.

 

 

 

 

 


Fonte:Linköping Universitet (>English text) - Traduzione di Franco Pellizzari

Riferimenti: Naomi Yamada-Fowler, Mats Fredrikson, Peter Söderkvist. Caffeine Interaction with Glutamate Receptor Gene GRIN2A: Parkinson's Disease in Swedish Population. PLoS ONE, 2014; 9 (6): e99294 DOI: 10.1371/journal.pone.0099294

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna, il proprietario di questo sito.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.